Indicazioni nazionali per il curricolo di Disegno e Storia dell'arte

Settembre 2012

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L'arte dell'Oceania

Gli antropologi considerano l’Oceania una grande cultura del Pacifico, che giungeva fino alla costa pacifica del Sud America e alle isole dell’Asia. Se oggi siamo portati a considerare le diverse espressioni artistiche di quest’area come autonome, in realtà, molti elementi in comune.
 

L’arte del Giappone

La religione shintoista, diversamente dal Buddhismo, non favoriva l’arte figurativa, ed aveva semmai portato alla definizione di forme semplici e lineari per gli edifici sacri; tali caratteri rimarranno sostanzialmente immutati nel tempo, anche dopo il contatto con la cultura cinese, avvenuto al VI secolo d.C.
 

L’arte dell’India

Nel III millennio a.C., la Civiltà della valle dell’Indo diede vita a centri urbani organizzati, con servizi ed edifici monumentali. Dal IV secolo a.C., l’arte indiana definisce i propri caratteri fondamentali; nonostante le varianti geografiche e storiche, essa manterrà elementi invariati fino all’Età moderna.
 

Età postmoderna e superamento

Il termine Postmoderno è stato coniato alla fine degli anni Settanta per indicare un atteggiamento di rifiuto nei confronti della cultura razionalista e di quella derivata dalle ricerche d’avanguardia, che avevano segnato gran parte del XX secolo. Questo fenomeno ha riguardato molti settori artistici.
 

L’arte dei graffiti

L’arte dei graffiti ha avuto origine negli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta. Essa si è diffusa a partire dai quartieri poveri delle aree metropolitane, espressione del disagio delle giovani generazioni. Si è evoluta in Street Art, accogliendo anche stickers, collage, disegni preparati al computer.
 

Secondo Dopoguerra a oggi

Gli eventi della Seconda Guerra Mondiale determinarono un disagio nella società occidentale. La violenza e la distruzione avevano lasciato dietro di loro una generale condizione di insicurezza. Nel Dopoguerra, si verificò una rapida crescita produttiva e dei beni, che modificarono le abitudini di vita di tutti. Crebbe, però, anche la consapevolezza delle diseguaglianze in seno alla società e l’esigenza di rifondarne i valori.
 

L'arte del dopoguerra

Gli eventi drammatici della Seconda Guerra Mondiale hanno determinato un disagio profondo nella società. La violenza e la distruzione avevano lasciato dietro di sé una generale insicurezza. Però, si verificò una rapida crescita produttiva e dei beni di consumo, che modificarono le abitudini di vita di tutti.
 

Marcel Breuer - Poltrona Wassily 1925

La progettazione dei mobili è forse l’aspetto più rappresentativo della scuola: Laszlo Moholy-Nagy avviò la sperimentazione del ferro nichelato e cromato, mentre Marcel Breuer, che diresse dal 1924 la ‘Sezione mobili’, operò scelte innovative sotto il profilo estetico e tecnologico, ad esempio il tubo di acciaio per i mobili. Rivoluzionaria fu la sua Poltrona Wassily, con struttura metallica a evidenziare i princìpi di linearità e funzionalità. Lo studio di tali princìpi venne proseguito con convinzione da Ludwig Mies van der Rohe.
 

L’architettura e il design

All’indomani della Prima Guerra Mondiale, l’architettura fu chiamata a risolvere i problemi della carenza di abitazioni e della scadente qualità estetica degli edifici. Gli architetti avevano partecipato al dibattito sull’arte e dunque si confrontarono con le questioni aperte dagli artisti delle Avanguardie storiche.
 

Frank Lloyd Wright - Casa Kaufmann detta Casa sulla cascata 1935-39

F. L. Wright è il massimo esponente dell’architettura del Novecento. Gli edifici si sviluppano aprendo i propri spazi con libertà verso la natura o, verso lo spazio che li circonda, sulla base di quanto suggerisce il contesto con i suoi colori e i suoi elementi, che vengono assecondati dai materiali prescelti.
 

Avanguardie storiche del '900

Nei primi tre decenni del Novecento il panorama dell’arte europea viene letteralmente sconvolto dal fenomeno delle Avanguardie. Il termine indica l’insieme dei numerosi movimenti che, a partire dal 1905, si impongono sulla scena artistica internazionale. Nei primi tre decenni del Novecento il panorama dell’arte europea viene letteralmente sconvolto dal fenomeno delle Avanguardie.
 

Ottocento

Tra la fine del Settecento e l’inizio del Novecento, nel mondo intero, e in Europa in particolare, avvengono profondi mutamenti politici, sociali, economici e scientifici. Nel corso dell’Ottocento, l’Europa fu interessata, infatti, da una rapida e intensa trasformazione dell’economia e dei sistemi di produzione.
 

Giorgio De Chirico - Ettore e Andromaca 1917

Giorgio De Chirico (1888-1978) fu il principale protagonista della pittura metafisica. Nato in Grecia da famiglia italiana, dal 1906 fu a Monaco, entrò in contatto con l’Espressionismo e con esponenti dell’arte simbolista; per questi ultimi, il recupero del mondo classico aveva il sapore della nostalgia per un passato perduto.
 

Juan Mirò - Arcobaleno e Poetessa 1940

Juan Miró (1893-1983) rappresentò nelle sue tele un mondo immaginario fatto di segni astratti e di figure fantastiche. Le forme si sovrappongono, si accostano tra loro, sospese in uno spazio vuoto. Sembrano scaturire dal sogno, eppure derivano della memoria, che l’artista ha tradotto in immagini attraverso un’opera.
 

Man Ray, Violon d’Ingres (Il violino di Ingres) o Kiki, 1924

Man Ray (1890-1976), nato negli Stati Uniti da famiglia russo-ebraica, fu artista poliedrico: si dedicò al design, alla pittura e alla fotografia. Entrato in contatto con l’avanguardia europea, esordì in ambito cubista; determinante, però, fu l’incontro con Duchamp a New York, con il quale raggiunse Parigi nel 1921.
 

Il gruppo De Stijl

Nel 1917 nacque in Olanda il movimento De Stijl. Principali esponenti furono i pittori Theo Van Doesburg (1883-1931) e Piet Mondrian, lo scultore Georges Vantongerloo  (1886-1965), gli architetti Jacobus J. Oud (1890-1963) e, dal 1919, Gerrit Thomas Rietveld (1888-1964).
 

Giacomo Balla - Le mani del violinista 1912

Giacomo Balla (1871-1958) partecipò attivamente alla stesura dei programmi teorici del Futurismo. Dopo un periodo realista, intorno al 1912, e dietro sollecitazione dei suoi amici futuristi, soprattutto il fotografo Bragaglia, studiò la dinamica del movimento e i suoi effetti visivi.
 

Pablo Picasso - Les demoiselles d’Avignon 1907

Realizzato nel 1907, il quadro Les demoiselles d’Avignon rappresenta una svolta fondamentale nell’arte del ‘900, dando avvio alla stagione cubista. L’opera di Picasso non aveva in origine un titolo preciso e fu oggetto di numerosi studi da parte dell’artista.
 

Edvard Munch - L’urlo 1893

Già alla fine dell’Ottocento, il pittore norvegese Edvard Munch (1863-1944) aveva mostrato come lo stato di angoscia possa trasformare l’uomo in una maschera di dolore e di disperazione. Egli divenne, dunque, il principale riferimento della cultura espressionista tedesca e austriaca.
 

Gustav Klimt - Il bacio 1907-08

Gustav Klimt (1862-1918) è il massimo esponente della Secessione viennese in pittura. Klimt affrescò ampie composizioni sulle pareti di palazzi ufficiali dell’Impero, come l’Università o il Teatro, con un linguaggio monumentale e sapiente.